Mastoplastica additiva: come scegliere la dimensione di una protesi?

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Quando si pensa ad una mastoplastica additiva le dimensioni delle protesi possono essere scelte insieme alla paziente con l’ausilio di protesi, fotografie o moderni macchinari in grado di ricreare il risultato una volta che la protesi sia impiantata. La decisione finale deve essere comunque presa sempre insieme al chirurgo, in quanto comporta importanti implicazioni di carattere tecnico ma anche responsabilità sul risultato finale e sulle complicanze che potrebbero accadere a breve e lungo termine.

Cosa considerare quando si sceglie il volume di una protesi?

È quindi necessario, insieme alla paziente, arrivare ad una scelta consapevole che tenga in considerazione dello spessore dei tessuti molli, dei vari parametri corporei (altezza peso, ampiezza delle spalle e del torace), forma della mammella, eventuali asimmetrie e grado di elasticità della cute regionale.
In un’era in cui si è passato dal cosiddetto “riempire il seno” al “modellare il seno”, sebbene importante, non è il volume la caratteristica fondamentale di una protesi.
Per la scelta della protesi più armoniosa e adatta al corpo della paziente bisogna prima di tutto tenere conto dell’altezza e della larghezza dell’impianto (che nelle protesi tonde sono uguali).

Base della protesi mammaria

La larghezza consigliata della protesi può essere fornita misurando la distanza tra il margine mediale e il margine laterale della ghiandola si ha un’idea di quanto la protesi possa avere di base di impianto. A questa distanza va tolto la misura dell’ingombro dei tessuti che formano la mammella come la pelle, il tessuto adiposo e la ghiandola, che possono essere misurati con una manovra chiamata pinch test, cioè misurare lo spessore dei tessuti a livello laterale e mediale della mammella.

Altezza della protesi mammaria

In caso di protesi tonda, la larghezza rappresenta anche l’altezza e si può quindi passare alla proiezione e quindi al volume della protesi. Per quanto riguarda una protesi anatomica si devono tenere in considerazione le caratteristiche locali della mammella.
Infatti in caso di polo inferiore costretto è indicata una protesi ad altezza ridotta ed a proiezione alta o extra alta.
In caso di pazienti alte e con toraci ampi si andrà a scegliere una protesi ad altezza elevata e una proiezione scelta a seconda delle preferenze della paziente e che sia il più armoniosa possibile con le forme anatomiche.

Proiezione della protesi mammaria

Calcolata quindi la larghezza con dei semplici passaggi ed indicata l’altezza ideale dell’impianto a seconda delle caratteristiche della mammella e della paziente, si può quindi scegliere con la paziente la proiezione.
In questo caso è il gusto della paziente che porta a scegliere se una protesi sia più o meno proiettata.

Volume della protesi mammaria: quanti cc per un effetto naturale?

Dopo quindi la decisione motivata delle tre variabili appena esposte, si può risalire tramite le apposite tabelle fornite da ogni produttore di protesi al volume che come è facile notare è l’ultima caratteristica ad essere decisa e guidata a seconda della base dell’impianto, dell’altezza e della proiezione.
Al di là della forma e della dimensione, il fine ultimo è inserire una protesi che sia il più proporzionata possibile alle forme ed ai parametri corporei della paziente.
Una protesi troppo grande, generalmente porta ad una distruzione delle caratteristiche e dei compartimenti anatomici di una mammella potenzialmente portando ad un aumento delle complicanze di posizionamento sia a breve che a lungo termine.